Argento colloidale: Istruzioni d’uso | Eau Positive

Argento colloidale: Istruzioni d’uso

Composizione del nostro argento colloidale
Consigli d’uso dell’argento colloidale
Le diverse modalità di somministrazione dell’argent colloidal
Argento colloidale e argeria.
Posologia e foglio illustrativo
Prevenire l'infezione urinaria

 

 

Composizione del nostro argento colloidale

"Eau Positive" è una soluzione d'acqua purificata, di colloidi e di ioni d’argento ottenuta per elettrolisi.
Eau Positive contiene 0,015 grammi per litro di nanoparticelle (15%) e di ioni d'argento (85%) caricati elettricamente in sospensione nel liquido.
L'argento colloidale di Eau positive è realizzato con un’acqua distillata, demineralizzata per osmosi inversa prima della distillazione. Quest’acqua, venduta a laboratori specializzati, è conforme alla monografia "Acqua Purificata" della farmacopea europea attualmente in vigore.
La qualità di questa acqua è essenziale per la realizzazione di un argento colloidale di grande purezza, non contenendo sali minerali che potrebbero trasmutare le nanoparticelle d’argento in "sali d’argento". (vedi fine pagina)
Nessun additivo o conservante è stato aggiunto alla soluzione elettrocolloidale.
Si consiglia di conservare « Eau Positive» in un armadio lontano da fonti di luce o di calore. Non mettetelo in frigorifero. Eau Positive ha una durata di due anni. Oltre questa durata le cariche elettriche di ioni d’argento potrebbero variare. Eau Positive è bioassimilabile al 100%.

 

Dose nutrizionale

Sappiate che da gennaio 2010 non è più consentito parlare di dose nutrizionale.

L'argento colloidale è un oligoelemento necessario al vostro organismo.

Nel 1940 il Professor Kehoe pubblicò nel "Journal of Nutrition" uno studio sulla concentrazione ordinaria dei minerali negli alimenti e constatò che la dose quotidiana d’argento assorbita attraverso il consumo di frutta e verdura era compresa tra 50 e 100 microgrammi, ovvero l'equivalente di un cucchiaino di caffè di Eau Positive o di un altro argento colloidale in 15 ppm.

Un secondo studio apparso 16 anni più tardi fa notare un abbassamento delle dosi di argento ingerite, che non sono superiori a 10-20 Mcg al giorno. Il rapporto del "Summit della Terra" del 1992 dice che nel giro di un secolo si è verificata una demineralizzazione dei terreni dell’85%.

Questo ha portato a un impoverimento degli alimenti tra il XIX e il XX secolo. Inutile parlare delle carenze che possono portare al consumatore le colture senza suolo di verdure. L’argento colloidale vi permette di compensare questo dato di fatto.

Per recuperare a questo deficit del vostro organismo, l’ingestione di 10 ml/giorno rappresenta una dose puramente nutrizionale.
Si raccomanda una cura da 4 a 6 settimane, in caso di affaticamento e di astenia.

Si raccomanda di dimezzare tale dose (5 ml) per i bambini che hanno meno di 12 anni.

Non somministrate l’argento colloidale ai neonati e ai bambini di età inferiore ai 3 anni.

Oltre a questa pratica quotidiana, comunemente ammessa, si può parlare di dose curativa.

 

 

Dose curativa

 

L'argento colloidale vi aiuta a combattere gli stati infettivi o astenici. E’ un "modificatore delle condizioni esistenti". Eau Positive non è un medicinale.
Non vi sono controindicazioni all’uso dell’argento colloidale e non esistono casi recensiti di tossicità per le soluzioni d’argento elettrocolloidale prodotto a partire da acqua demineralizzata che non contiene sali, additivi o stabilizzanti.
Consigliamo di assumere una dose di 15 ml quattro volte al giorno.

Nota Bene: le dosi raccomandate dai diversi produttori d’argento colloidale sono estremamente variabili in caso d’infezione. Vanno da 15 ml ogni due ore a 1 litro al giorno come trattamento choc. Quest’ultima dose è fornita dalla Società ‘American Biotech Labs’ che ha ricevuto l’omologazione da parte della Food & Drug Administration per diverse soluzioni d’argento elettrocolloidale (marca ASAP). 

Un consumo eccessivo non provocherebbe che una purga intestinale, definita di "disintossicazione".

Per uno sciacquo gengivale: assumete una dose, che terrete in bocca per 2 minuti. Lasciate agire il prodotto sulle mucose.
Per gli occhi: utilizzate un contagocce, lo spray. Effettuate perfino un bagno oculare.
Constaterete da voi la rapidità con cui il prodotto agisce.

I flaconi di Eau Positive sono dotati di un misurino in plastica graduata.

 

Modalità d’uso

 

Utilizzi medici
I colloidi d'argento possono essere introdotti nel corpo in vari modi: ingestione, gargarismi, inalazione o nebulizzazione, applicazione locale. Alcuni terapeuti raccomandano di utilizzarli anche nei clisteri e nelle lavande vaginali.

Ingestione
L'argento colloidale si prende normalmente a digiuno o lontano dai pasti. Tuttavia, se lo si assume durante i pasti, favorirà la digestione prevenendo così la cattiva fermentazione del cibo. Se mantenete la soluzione in bocca per qualche minuto (assorbimento sublinguale), l’argento colloidale entra in circolo più rapidamente.

Colluttorio
L'argento colloidale può essere assunto in colluttorio in caso di principio di angina. Se il problema persiste, consultate il vostro medico.

Sciacqui
L'argento colloidale può essere utilizzato negli sciacqui per guarire le afte e altre lesioni della mucosa della bocca o della lingua, ma anche come antisettico per combattere i batteri della placca dentaria.

Inalazione e nebulizzazione
Un nebulizzatore permette di inalare l’argento colloidale; le minuscole goccioline raggiungono gli alveoli polmonari dove inibiranno per contatto gli organismi patogeni che infettano i polmoni.

Applicazione locale
L'argento colloidale esercita un’azione antinfiammatoria e immunodepressiva. E’ molto efficace sulle ustioni e sulle dermatiti causate da un contatto con sostanze velenose, come la linfa di alcune piante e le secrezioni di alcuni insetti (api, ragni, formiche).

Cerotti
Quando una striscia di garza è impregnata di argento colloidale e seccata all’aria, le particelle di argento sono assorbite nelle fibre assorbenti del cerotto. Le fibre non assorbenti si rivestono di una fine pellicola di argento metallico. Questi cerotti combatteranno l’infezione e accelereranno la cicatrizzazione (ustioni, abrasioni, tagli). I cerotti possono anche essere applicati imbevuti. Questo permetterà di uccidere i batteri di una piaga aperta ed eviterà l’infezione.

 

L'Argiria


argyria

Lavaggio del cervello e disinformazione da parte dei laboratori farmaceutici

E’ impossibile parlare di argento colloidale tralasciando completamente la minaccia perpetrata dai siti Internet legati alla stampa medica. Bisogna capire che la stampa medica vive solo di pubblicità. Questa pubblicità è acquistata dai laboratori farmaceutici. Questi ultimi non hanno interesse che le persone rimangano in buona salute, poiché solo i malati hanno bisogno di medicinali, che generano profitto per gli azionisti.
I laboratori farmaceutici lottano dunque contro tutto ciò che migliora le vostre difese immunitarie. E’ così che sono riusciti a far passare una legge entrata in vigore il 31 aprile 2011 che vieta la vendita di piante medicinali utilizzate da secoli in Europa.

Ma torniamo all’argiria.
Prima definizione: (Fonte, doctissimo) lesione della pelle dovuta all’ingestione prolungata di sali d’argento, caratterizzata da una colorazione ardesia dei tessuti che ricoprono il corpo (pelle o mucose).
Risposta di Eau positive : quando l’acqua utilizzata per fabbricare l’argento colloidale è acqua purificata che risponde alle norme della farmacopea europea, ovvero è un’acqua che è stata demineralizzata e distillata, NON PUO’ CONTENERE SALI MINERALI e tanto meno sali d’argento.

Seconda definizione: (Fonte, orpha) L’argiria è una dermatosi derivante da un contatto prolungato con sali d’argento o dall’ingestione di questi sali […] L'argiria è diventata una dermatosi rara in ragione del ritiro dei componenti dell’argento dai medicinali e della minore esposizione professionale. […] Le fonti di esposizione all’argento sono da una parte professionali (assorbimento di polveri d’argento in relazione alla lavorazione del metallo o nei processi di stampa della fotografia), dall’altra parte legati a procedure mediche (suture chirurgiche con fili d’argento, punti dell’agopuntura) o a medicinali (colliri o pomate cicatrizzanti). L'argiria può anche essere il risultato dell’assunzione di medicinali che non sono più utilizzati: integratori dietetici contro il cancro, l’AIDS, il diabete o le infezioni da herpes. Il quantitativo normale d’argento contenuto nel corpo umano è dell’ordine di 1 mg e i segni dell’argiria appaiono a partire dai 4 ai 5 grammi. […]
Risposta di Eau positive: ancora una volta è una questione di sali d’argento che sono totalmente assenti nell’argento colloidale di qualità. I sali d’argento erano stati utilizzati nei processi chimici della fotografia, detta ‘argentica’.
Inoltre, è interessante sottolineare la frase qui sopra: i segni dell’argiria appaiono a partire dai 4 ai 5 grammi.

Sapendo che ci sono 0,015 grammi per litro di nanoparticelle d’argento (15%) e 85% di ioni d'argento nell’argento colloidale di Eau Positive, queste nanoparticelle d’argento sono solo 0,0022 g per litro... Sapendo che il corpo umano non conserva che il 20% delle nanoparticelle d’argento assorbite, (0,004 g), essendo il resto evacuato per vie naturali...
Supponendo che la totalità di queste particelle d’argento si trasformi in sali d’argento, bisognerebbe bere 1000 litri d’argento colloidale in 15 ppm per raggiungere i 4 g necessari per avere i primi sintomi di argiria.
Siamo seri!

Franck Goldman

Pagina 141 del libro di Frank Goldman, "L'arma segreta contro la malattia: l'argento colloidale, che troverete in formato pdf qui sotto (pagina 146 del pdf)
"Brent Fennigan, un produttore di generatori d’argento colloidale, ha scritto nell’ottobre 1999 alla FDA (Food & Drug Administration), chiedendo loro di fornire le seguenti statistiche:
1) Numero di decessi attribuibili all’ingestione di argento colloidale
2) Numero di reazioni allergiche attribuibili all'assorbimento dell'argento colloidale
3) Numero di interazioni nocive tra medicinali e argento colloidale
4) Numero di casi di argiria imputabili all'utilizzo dell’argento colloidale ionico (elettrocolloidale)
5) Numero di casi di argiria dovuti all'utilizzo dell'argento colloidale non contenente prodotti stabilizzanti

Risposta della FDA: "In seguito alla sua richiesta sugli effetti negativi legati all’utilizzo dell'argento colloidale, abbiamo interrogato la banca dati della FDA riguardo alle reazioni avverse e non abbiamo trovato nulla che corrisponda alla sua domanda."
In altre parole, la FDA è stata costretta ad ammettere di non essere in possesso di dati clinici che dimostrino che l'utilizzo dell'argento colloidale sia pericoloso per l’individuo.
(Fine della citazione)